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• Notiziario delle attività – Anno 2 Numero 7

“In due le cose si fanno meglio!”. É questo che mi ha detto Laura dopo essere tornato dall’esame di alta montagna tenutosi a Briancon, sulle Alpi francesi. Ho risposto che anche per me me vale la stessa cosa. Ma che si si può dire dopo due mesi passati in giro in montagna tra corsi, allenamento ed esami?

E a rileggere l’ultimo notiziario mi sono accorto anche che di cose fatte ce ne sono state molte di più. A partire dai tre giorni ad Arco.

Era tanto che non andavo ad arrampicare nella valle del Sarca ed è stato bello fare vie mai fatte prima sulle belle pareti a più tiri, numerosissime e anche molto impegnative. Così con Massimo, Leandro, Luca, Tommaso e l’ultimo giorno anche con Lea, siamo saliti su tre vie fino al 6b+ e c’è stato tempo anche per qualche tiro in falesia fino al 7a. Un bel fine settimana nel quale la particolare “democrazia” di Massimo ha fatto aumentare l’esperienza di Luca che si è mosso sempre da capocordata.

Alla fine del mese di aprile, nei giorni a cavallo di Pasqua, ci siamo ritrovati a Ferentillo per condividere l’arrampicata tra famiglie. È stato un esperimento che in parte è andato bene, ma che non ha avuto quel riscontro che mi aspettavo. L’idea era quella di arrampicare cercando di aiutarsi, tra genitori e non, alternandosi l’un l’altro nell’impegno di guardare i bambini che giocavano sotto le pareti. Non era niente di speciale, visto che io e Laura coinvolgiamo sempre tutti allo stesso modo per permetterci di arrampicare. Era però una buona occasione per semplificare il tutto. Forse i miei allievi non anno ancora figli, o forse sono troppo grandi.

Ad ogni modo siamo riusciti ad arrampicare bene con Paolo, Patrizia, Jacopo, Anita da Milano e Gianluca, Annalisa e Anita da Roma. E se la pioggia non fosse arrivata l’ultimo giorno avremmo fatto ancora più tiri.

A Frosolone invece ci eravamo già stati due anni fa. È sempre bello tornare ad arrampicare a Colle dell’Orso, e quest’anno abbiamo fatto un esperimento, io e Laura, portandoci dietro Fabian e Lena e dormendo in tenda. È stato molto faticoso per noi, e forse anche un po’ per gli altri, visto che entrambi hanno iniziato a piangere alle 5 del mattino. Probabilmente se non avessimo fatto così tardi la sera sarebbe stato meno impegnativo. Però dormire sotto le pareti, mangiando attorno al fuoco le ottime salsicce di Bassiano, è stato rivivere i tanti corsi di roccia di mio padre al Morra, quando bambini si campeggiava sul prato.

E così, insieme a Luca, Giulia, Adelaide, Vittoria e Elena abbiamo arrampicato sulle più o meno conosciute placche lisce e tecniche, disturbati solo un po’ dai sopraggiunti romani, sempre a loro agio in ogni falesia.

Con Luca e Massimo siamo stati poi alla Gola della Rossa, sulla parete Oggioni, a fare la via Badiali-Conti. È un bell’itinerario di poco più di 200 metri, fino al VI+, aperto negli anni ‘60. Conosco poco quelle zone, ma ogni volta che ci vado rimango sempre entusiasta e con tanta voglia  di tornarci presto. È per questo che ho cambiato il programma, sostituendo i tre giorni ad Arco, con due nelle Marche.

La via comunque è andata bene, e mi è dispiaciuto per Massimo che durante la scalata ha avuto uno dei suoi momenti di sconforto.

A fine luglio invece è stata la volta della Slovenia, per il terzo anno. Ormai ci sono affezionato a quei paesaggi, al lago, alle gradazioni delle vie tutte particolari, alla birra Lasko. Anche quest’anno abbiamo ripercorso le numerose vie sparse nelle tante falesie. Eravamo un bel gruppo, soprattutto i primi giorni quando, oltre a me, Laura, Fabian e Lena c’erano Luca, Filippo, Giulia, Gianfranco, Veronica, Alberto,  Stefano e Marco. Tutti sono andati da capocordata e abbiamo messo le mani su vie fino al 7b, “facili” quanto alcuni 6b. Vedremo se quest’altro anno ci torneremo.

L’ultimo appuntamento dell’estate è stato quello in Dolomiti. Credo che ormai siano 25 anni che vado lì ad arrampicare, prima nelle settimane organizzate dalla scuola di Scaramuccia, ora con i miei allievi. Alcune vie, come lo spigolo Comici alla Piccola di Falzarego credo di averla fatta almeno una dozzina di volte. Eppure ogni volta è sempre bello. Sarà che ogni anno si “stacca” un pezzo di parete, e quindi è sempre diversa. Sarà che durante tutto il restante periodo faccio prevalentemente monotiri. Comunque, salire una parete, seppur ripercorsa tante volte, è sempre emozionante. Arrivare in cima insieme ai compagni, stringersi la mano soddisfatti, godersi una birra seduti al bar seguendo la via con lo sguardo, ha qualcosa di difficile da spiegare se non lo si è mai provato. Anche quando prendi il temporale al Pordoi a 200 metri d’altezza.

Per quanto riguarda il nuovo programma ho già fatto alcune modifiche. Come ho già accennato non si andrà più ad Arco, ma nelle Marche, e solo nel sabato 26 e domenica 27 novembre.

Inoltre ho già inserito due appuntamenti che sono molto avanti nel calendario. Uno è la Sardegna e l’altro il Verdon. Quella della Sardegna è una settimana che organizza mio padre, ed è sempre molto affollata. È il caso quindi, per coloro che fossero interessati, di dare il prima possibile la propria disponibilità.

Per il Verdon, invece, ho bisogno di farmi un’idea dei partecipanti per organizzare le cordate. Penserete: già vuole fare le cordate per giugno? Si.

Solitamente i miei colleghi lavorano con una persona. Questa si prende la guida, va a fare l’attività che desidera o che gli viene proposta, e paga a seconda dell’impegno richiesto. Le tariffe sono stabilite dai collegi di appartenenza e variano da un minimo di 250 euro al giorno, più le spese che sono sempre e interamente a carico del cliente. Salire  una via in Verdon come la Demande, che avrei piacere di fare, costa intorno ai 350 euro. Dal mio punto di vista, invece, i cinque giorni in programma dovrebbero costare al massimo così. Ma per realizzare questo ho bisogno di capocordata, perché io più di tre non ne posso portare. È indubbiamente più faticoso per gli allievi, e enormemente più impegnativo per me. Ma il ritorno in esperienza, soddisfazione e condivisione è molto più grande. E in Verdon, almeno una volta, bisogna andare ad arrampicare.

Per ora, con il primo fresco, aspettiamo il nuovo corso principianti e quello Trad.

Buon autunno!





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