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• Notiziario delle attività – Anno 2 Numero 6

Dopo più di un anno abbiamo lasciato Orvieto per trasferirci a Ferentillo. Con Laura, Fabian e poi anche Lena siamo stati ospiti a casa dei miei genitori dove sono nato e cresciuto fino alla fine del Liceo. Così, alla felicità grandissima per aver finalmente trovato una casa dove vivere autonomamente, pensando ai miei genitori si è aggiunta la consapevolezza di quanto il tempo, banalmente, passi veloce. E che anche i nostri figli, che ora tanto ci fanno divertire e disperare, un giorno se ne andranno per la loro strada e ci faranno sentire forse un po’ soli.

Intanto ci godiamo le pareti vicine e gli amici che ci vengono a trovare.

Il corso di arrampicata TRAD svoltosi a Ferentillo ha avuto un successo di partecipanti superiore alle aspettative.  Ma a pensarci bene è stata un’occasione per imparare manovre e tecniche che difficilmente si ha l’occasione di vedere e provare. Sono stati infatti due giorni di friend, dadi, cordini , chiodi e manovre di salita e discesa, cercando di far crescere gli allievi verso l’autonomia. Scrive Riccardo:” Guarda che cosa abbiamo fatto con Francesca la scorsa settimana?
è stata una figata, ci siamo protetti molto bene e le soste su megacenge e clessidroni ci hanno dato la possibilità di fare delle bellissime soste (alcune le abbiamo persino controventate!).
Insomma tante parole per ringraziarti, è stato davvero un bel corso, ci siamo divertiti un sacco e abbiamo imparato tanto.” Ho deciso così di aggiungere al programma altri due giorni di arrampicata classica a metà maggio, sperando di suscitare lo stesso entusiasmo.

Di Chamonix avrei voluto scrivere già da un po’.

I primi ricordi che ho del Bianco risalgono a trent’anni fa quando, ancora bambini io e mia sorella Lea, ci facevamo tirare lo slittino da mia nonna sulla neve di fronte l’ostello Nouveau Grassonet. Era l’appuntamento più emozionante dell’anno, sia d’inverno che d’estate, e le tre settimane passavano sempre velocemente.

E così è stato anche a gennaio con il corso di sci fuoripista: cinque giorni pieni, faticosi, divertenti.

Certo, a ripensare a quegli anni la più grande preoccupazione era quella di fare più piste possibili e i salti più alti. Ora, con trenta persone che ti seguono in ogni canalino e su ogni pendio, le cose sono un po’ cambiate. Ma tanto di salti così adesso non riuscirei neanche a farli!

Il primo corso di alpinismo invernale si è da poco concluso. Eppure avrei già voglia di tornare a camminare con i ramponi e con le piccozze in mano. I posti sperduti e silenziosi, il piacere di raggiungere la vetta e affacciarsi dall’altra parte. E il gusto di bersi una birra al bar di ritorno a casa. Ma ormai la neve, almeno qua in Centro, è quasi un ricordo. Dovremo rifarci sulla Tour Ronde al Monte Bianco a maggio e poi questa estate.

Dell’estate. Ho da poco ricevuto le date degli ultimi esami da sostenere per diventare guida alpina a tutti gli effetti. Presto invierò il programma con le ultime attività di luglio e agosto: non fate programmi!

Intanto ci prepariamo per la via lunga il 27 di marzo.

E poi Arco il 15, 16 e 17 aprile su monotiri e soprattutto grandi pareti.

E infine Pasqua, ad arrampicare con le famiglie e con coloro disposti a mettersi in gioco anche con i bambini.