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Notiziario delle attività – Anno 4 Numero 9

giovedì, 2 maggio, 2013

    “Con la primavera vedrai che alle persone tornerà la voglia di stare all’aperto e di arrampicare”. Così Laura ha cercato più volte di consolarmi durante l’inverno, cercando di darmi coraggio dopo l’ennesima attività programmata saltata a causa dell’assenza di partecipanti.
    Quando preparo il programma, due volte l’anno, so già che almeno un terzo delle uscite salterà. Cerco sempre di creare un’offerta diversificata e quest’anno, in particolare, avevo aggiunto anche scalate di ghiaccio e scialpinismo che solitamente non faccio. Eppure, da Chamonix, che si è svolto a gennaio, ad oggi, tutte le date segnate sul calendario le ho dovute cancellare.
    Molti mi dicono che dovrei pubblicizzarmi di più, magari mettendo il mio programma su facebook. Creare eventi e tartassare tutti con le cose che faccio. Non mi va e non mi piace neanche. E dopo le ultime elezioni mi è venuta anche un po’ di repulsione verso tutti i social network, lo streaming ed in generale verso questo tipo di comunicazione.
    Quello che penso è che ci sia mancata l’energia e la forza per coinvolgere gli altri, la capacità di trasmettere la passione per lo stare insieme in montagna, a scalare, o più in generale all’aperto.
    Noi come famiglia, io come guida alpina, continuiamo a camminare, arrampicare, cercare nuove falesie e nuovi monti. È il nostro lavoro e soprattutto ci piace. Certo, insieme è diverso, ma questa è comunque la nostra vita.

    Dello zendo. Ma non siamo certo rimasti fermi ad aspettare! Forse non è retribuito, ma di lavoro qua a casa ce n’è sempre tanto da fare. E così siamo riusciti a sistemare la vecchia cantina al piano terra e ne è venuto un piccolo zendo, dove la mattina recito i sutra e faccio un po’ di meditazione, e una piccola parete di arrampicata per allenarsi. Lo spazio è stato pensato anche per ospitare coloro che vogliono dormire da noi per partecipare alle uscite; per questo motivo stiamo costruendo un gabinetto compost nel bosco, seguendo alcune indicazioni dell’architetto Silvia, ed una doccia. Per quest’estate saremo pronti.

    Dall’ultimo notiziario, scritto più di un anno fa, ne è passata di acqua sotto i ponti. E facendo un veloce elenco siamo stati a Chamonix e ad Alagna a sciare, ad Arco, nelle Marche a far vie lunghe, in Sardegna, abbiamo arrampicato con le famiglie e in Verdon, a Sperlonga, a Gaeta e in tante falesie del centro Italia. Siamo stati al Gran Sasso in inverno e in estate, sul Terminillo, alla Serra di Celano e su diversi monti della Valnerina, a piedi e con gli sci.

    Quest’anno, come ho già detto, con la scuola Ryuzan non ci siamo mossi tanto. E così per lavorare mi sono ritrovato a fare la Guida per altre associazioni. Inoltre, essendo un formatore per i lavori che si svolgono in altezza, come i cantieri edili, ho partecipato a diversi corsi nel ruolo di insegnante. Ormai bisogna prendere brevetti e patenti per qualsiasi cosa. È chiaro che in alcune situazioni sia importante ricevere una formazione adeguata per evitare di fare del male a se stessi oppure agli altri. Mi sembra però che molte volte sia più un modo per dare stipendi a (noi) istruttori, spesso poco preparati.
    Inoltre questa voglia di regolamentazione, oltre a dimostrarsi un modo per pagare altre tasse mascherate, porta ad una limitazione della propria iniziativa in maniera sempre maggiore. Ad esempio, è ormai quasi evidente, che nell’arrampicata si arriverà a dover avere un patentino per aprire e chiodare nuove vie. Per noi guide alpine, che siamo le uniche figure professionali che si occupano di tutto ciò che riguarda la montagna, è sicuramente un’opportunità di lavoro. E molti arrampicatori, soprattutto quelli nati nelle numerose palestre indoor cittadine, sarà un sollievo sapere di affidarsi alle sapienti mani di spittatori professionisti.
    Ma quanto ci vorrà perché si arrivi a dover pagare il biglietto di ingresso in falesia?
    Io sono dell’idea che sia più importante creare una testa capace di valutare autonomamente la pericolosità di alcune situazioni, piuttosto che abbandonarsi sempre e ciecamente a qualcun altro. I nostri corsi, come quelli della scuola di Scaramuccia nella quale sono cresciuto, sono sempre stati realizzati per fare allievi indipendenti il prima possibile, e non clienti legati stretti a noi. Poi è bello muoversi insieme e provare cose al di sopra delle proprie capacità; però è un altro discorso.

    “I maestri passano, le montagne restano”. Così recitava il tema delle poesie da scrivere al termine dei giorni di sci a Chamonix. Il maestro in questione è mio padre che, dopo avere organizzato per più di trent’anni questa settimana, ha deciso di non essere più presente. Io andrò ancora e si scierà con chi lo vorrà; e l’ostello è già stato informato sulle date del prossimo gennaio. Sarà strano, ma l’ho appena detto: siamo allievi di Scaramuccia ed il maestro di questa scuola ci ha sempre spinto perché prendessimo la nostra strada ed anche le nostre responsabilità di insegnanti. C’è una bella foto che ci ritrae insieme in Verdon. Siamo da poco usciti da Arête du Belvédère, una via di 250 metri, e sembra quasi che sia visibile l’idea di chiederci chi ce l’ha fatto fare di essere guide alpine. Noi lo sappiamo e a me fa piacere avere anche questo in comune con lui. E non è l’essere maestri, insegnanti o avere ruoli di superiorità rispetto agli altri! Come invece spesso si vede in giro e non solo in montagna..

    Il programma. Ecco i prossimi appuntamenti per la primavera-estate.

    Sardegna. 10/16 maggio. Il gruppo è già completo e difficilmente si libererà qualche posto.

    Corso di arrampicata per principianti. 18-19-25-26 maggio. Il corso si svolge interamente a Ferentillo e si gireranno i diversi settori presenti.

    Calabria. 9/14 giugno. Cinque giorni di arrampicata nelle nuove falesie calabresi. È un luogo prevalentemente estivo perché le pareti si trovano a circa mille metri di quota. All’avventura!

    Corso TRAD. 15-16 giugno. Imparare a muoversi su pareti senza l’utilizzo di moderni fittoni resinati, ma con l’esclusivo utilizzo di dadi, friend e cordini. Interessante anche per le manovre di corda, fondamentale per muoversi su terreni classici.

    Chamonix. 30 giugno/7 luglio. Le creste, i canali, le pareti di granito del massiccio del Monte Bianco. Poco da aggiungere se non: iscrivetevi!

    Dolomiti. 1/6 settembre. Vie classiche in Dolomiti tra il Sella, Falzarego, Misurina e l’Ampezzano. A settembre non c’è quasi più nessun turista e scalatore. È bello muoversi in quei posti desolati e iniziare ad assaporare il profumo dell’autunno.

    Inoltre ho deciso di fermarmi, gli ultimi quindici giorni di luglio, al Gran Sasso, dalla parte di Prati di Tivo. Sarò lì con tutta la famiglia e mi renderò disponibile per fare delle salite sulle numerose vie classiche e moderne presenti. È una prova, e sarà anche un modo per sfuggire a quella che prevedono una caldissima estate.